Se mi ascolti (6)

Se mi ascolti, ti racconto della meraviglia del mondo: di come sia tanto più facile arrendersi che rialzarsi, di quanto ci piaccia restare nella mediocrità, della forza della tristezza, della forza della paura, della forza delle bugie, di quanto siamo facilmente sostituibili, di quanto cerchiamo costantemente di legarci ad altri esseri umani per poi volercene liberare, della fede nella vita nonostante il dolore, dello stare bene che ci spaventa, della voglia di fuggire, del senso di inferiorità, delle rassicurazioni che non bastano mai, della perdita del senso e del senno. Se mi ascolti, ti racconto della meraviglia del mondo, a cui non crediamo più.

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Ricordi e Casa, Casa e Ricordi.

Stamattina per caso, ho trovato questo:
Basta brutti ricordi, sarà possibile cancellarli.
E poi questa:
E ancora: “Il privilegio di trovarsi dappertutto a casa propria appartiene solo ai re, alle puttane e ai ladri.”
E dopo Marinella mi ha detto questa frase: “però c’è un bel clima in casa tua, sei stata fortunata”.
E Giacomo: “Portare con se’ elementi di riconoscimento, ricordi, legati alla propria identità. Altrimenti è l’anomia identitaria. Sono frammenti che ci permettono di riconoscerci in una situazione anche completamente nuova, dispersiva e di affrontare il nuovo senza perdere noi stessi.”
E stasera, lo rivedo.
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Storia di una zingarata – Parte I

“hai un sacco a pelo?”
“sì”
“partiamo?”
“…”
Prendi una tenda da 50 euro, due sacchi a pelo ed un ragazzo che conosci da poco più di due settimane. Parti, direzione Salento. Accendi la radio, e sorridi.
E adesso aggiungici un bagno alle 8 di sera nel mare di Gallipoli, un hot-dog che non mangiavi dai tempi dell’interrail in Germania ed un concerto straordinario degli Afterhours, sotto una luna amica che ti sorride.
Non sarebbe bello non farsi più del male
Non sarebbe strano se capitasse a noi
Anche il paradiso può essere un inferno
Era tutto scontato finchè non sei caduto
Non sarebbe bello riprendere Berlino
Non sarebbe strano prenderla senza eroi
Non sarebbe bello venire ad incontrarti
Senza aver paura di non ritrovarci mai
Fuori dalla tua porta fare la cosa giusta
Essere razionali mentre ti gira la testa
Non sarebbe bello non farci più del male
Non sarebbe eroico non essere degli eroi
Non sarebbe strano essere più leggeri
Non aver paura se capitasse a noi.
E pensare che Berlino siamo noi. E pensare che è davvero strano cominciare a pensare di non volersi fare più del male. E pensare che era davvero scontata la mia visione della storia, finchè non è caduta, e lui insieme a lei. E accorgersi che è difficile non avere paura, ma non impossibile.
Poi srotola i due sacchi a pelo e mettili sulla sabbia, davanti al mare buono e nero e alla luna piena bianca, che alleggerisce la pelle. Guarda mille stelle cadenti e accorgiti dopo la terza, che non hai espresso neanche un desiderio, e che non hai più voglia di farlo. Che tanto ci pensi da sola a realizzarli, se ti va. E che se non li avveri, non è poi così importante. Desidererai altro, migliore. Fuma, bevi una birra e addormentati sorridendo.
E poi il giorno dopo è mattino, a sorpresa. E ti sveglia il rumore del mare e ti togli stivali e calzini per correre a bagnarti i piedi, col sole che ti solletica gli occhi. Un cornetto, un cappuccino e via…Frassanito.
Hey there Delilah
Don’t you worry about the distance
I’m right there if you get lonely
Give this song another listen
Close your eyes
Listen to my voice its my disguise
I’m by your side.
Abbiamo sbagliato strada, fatto inversione a U, tornati indietro, ripreso la strada giusta, più veloce di prima. Virgin Radio. Incontrare altri amici, chiacchierare. Tenda montata. E mare. Acqua, acqua infinita, che ti abbraccia, ti libera la mente e la schiarisce, la annacqua. E giocare a mettersi la sabbia nel costume, correre in acqua per toglierla, ma tanto è inutile che ti resta sempre tutta lì. Riuscire addirittura ad apprezzare una doccia fredda di 2 minuti scarsi. E mangiare, di gusto, dopo che chiamano il tuo numero “quattroooooooo”. Farsi tagliare la carne perchè non riesci a togliere il grasso. Bere una birra e ridere, perchè il tuo compagno di viaggio è un cretinoscemo e con lui non puoi far altro che ridere.
“c’è il concerto stasera, andiamo?”
“…”
“tenda?”
“ok”
La vita è tutta una questione di spessori!
E’ di nuovo mattino e sono già quasi 24 ore che siamo nello stesso posto. Cina non sa smontare la tenda, leggiamo le istruzioni e alla fine la chiudo io. Uomini!
Andiamo.
E con la gioia nel cuore
un salto e sei in cortile
dove puoi farti baciare
dai caldi raggi del sole.
“mi fai sentire le canzoni sceme”
“sentila bene, Cino. e non rompere.”
Con la gioia nel cuore
hai smesso di recitare
tutti i tuoi atti di dolore
e tra essere e avere adesso sei
reduce dalla prima linea
dove la giornata nasce già finita
reduce dalla tua vita.
Riva d’Ugento. Una splendida bambina minuscola e tante bellissime persone nuove, tante risate, ma proprio tante. Cinque si schiaccia e “mettiamoci tutti in ginocchio, così raggiungiamo l’altezza di Ilenia”. E non credo! E Stai a pezzi! Tra l’altro! Giocare con le bolas e “auandare” con le bolas. E poi tutti che ci vogliono giocare. Bere una birra sul bagnasciuga. E provare una sensazione mai provata prima, tra le più belle: cosa fate dopo? non lo sappiamo. E domani? non lo sappiamo. E dove andate? non lo sappiamo. E quando tornate? non lo sappiamo. Che una vita così non l’avevo mai fatta, neanche per mezza giornata, e ti sembra che ogni minuto sia un regalo pazzesco.
Scoprire il pesce. Scoprire che il pesce ti piace da impazzire. Ed è vero, ancora non lo sai pulire, e per fortuna c’è Cina che ti viene in soccorso, ma te lo divori di gusto. Col vino bianco. Polpo, calamari, gamberi, seppie. E smezzare il secondo e versare il vino nel suo bicchiere. E poi ai go-kart. che manco questo avevi mai fatto, da grande. E pensare a quanti pezzi di vita ti sei persa in tutti questi anni!
Tornare in spiaggia, ma prima fracassare una macchina, aspettare l’Aci e riprendersi dallo shock. E le signore che restano affacciate sulla porta fino a che non si va tutti via. Trovare un albero e accamparsi lì. Marcello che ha paura dei cani. Noi non abbiamo neanche i moduli sotto i sacchi a pelo e gli altri hanno materassini, piumoni e cuscini e “siamo proprio dei punkabbestia noi!”. E rullare, che stasera non gli riesce bene, e addormentarsi di nuovo sotto la luna e le stelle cadenti, che non ti sembra vero tutta questa meraviglia!
Until Monday morning feels another life
I turn the music up
I’m on a roll this time
And heaven is in sight
Maybe I’m in the black, maybe I’m on my knees
Maybe I’m in the gap batween the two trapezes
But my heart is beating and my pulses start
Cathedrals in my heart
as we saw oh this light
I swear you, emerge blinking into
To tell me it’s alright
As we soar walls,
every siren is a symphony
And every tear’s a waterfall
So you can hurt, hurt me bad
But still I’ll raise the flag
Svegliarsi col mal di schiena e ridere, che Cina ci riprova a chiudere la tenda, e stavolta ci sono tutti i suoi amici, non può fallire. Colazione. E Aurora che senza un toast non può cominciare la giornata. E il biliardino. e ancora mare e sole e andare a largo e togliersi il costume. E ricordarsi del nuoto sincronizzato. E farsi agganciare dai napoletani. Provare a giocare a beachvolley, farsi prendere in giro. E poi sera, Locorotondo. Pollo e patatine e birra e vino e polpo e gamberi. E tornare ed esclamare “non avrei mai fatto nulla del genere fino a 2 mesi fa” e sentirsi contenta.
“domani?”
“facciamo rafting?”
“ok”
Tornare a casa e dormire in un letto comodo, “ma non è bello come sotto il cielo”.
è stato facile
e non lo è stato mai
Chissà chi pungerai
chi ti farà piangere
chi ti addormenterà
chi userà lo sguardo tuo
chi lo fa al posto mio
io dove sarò?
 
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Distruggono il mondo – Boris Vian

Distruggono il mondo
in pezzettini
distruggono il mondo
a colpi di martello
ma è lo stesso per me
è proprio lo stesso
ne resta abbastanza per me
ne resta abbastanza
basta che io ami
una piuma azzurra
un sentiero di sabbia
un uccellino pauroso
basta che ami
un filo d’erba sottile
una goccia di rugiada
un grillo di bosco
massì possono distruggere il mondo
in pezzettini
ne resta abbastanza per me
ne resta abbastanza
avrò sempre un po’ d’aria
un filino di vita
nell’occhio un barbaglio di luce
e il vento tra le ortiche
e anche e anche
se mi sbattono in prigione
ne resta abbastanza per me
ne resta abbastanza
basta che io ami
questa pietra corrosa
questi ganci di ferro
dove spiccia un filo di sangue
io l’amo io l’amo
la superficie consumata del mio letto
il saccone e la lettiera
la polvere del sole
amo lo spioncino che s’apre
gli uomini che sono entrati
che avanzano che mi trascinano via
ritrovare la via del mondo
e ritrovare il colore
amo questi due lunghi travi
questa lama triangolare
questi signori vestiti di nero
mi fanno la festa e ne sono fiero
io l’amo io l’amo
questo paniere riempito di suoni
dove metterò a posto la testa
oh io l’amo per davvero
basta che io ami
un breve filo d’erba azzurra
una goccia di rugiada
un amore d’uccellino pauroso
distruggono il mondo
con i loro martelli pesanti
ne resta abbastanza per me
ne resta abbastanza cuor mio.
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Ma con te starebbe benissimo!

“c’è uno che è fatto per te, vi incastrereste alla perfezione, sareste bellissimi insieme, lui è una persona meravigliosa, profonda, colta, bello, strepitoso”
“e perchè non ci stai tu?”
“ha un po’ troppo male di vivere per me, un po’ depresso, ma con te…starebbe benissimo”
“…”
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Il passato non esiste

Dieci anni, cancellati con un colpo di telefono.
“Non sono più innamorato di te, non avevo problemi di ansia, eri tu il mio problema, non provo più niente per te, non ti voglio più vedere e sentire”.
Poi incontrarsi ed ignorarsi.
Sono stata raggiante, splendida, allegra, felice.
Lui non mi ha neanche salutata. Non mi ha neanche guardata.
Dieci anni. Dieci anni e non dirsi neanche “Ciao”.
Dieci anni e neanche uno sguardo per scoprire se sono viva.
Che se tutto svanisce così, senza lasciare traccia, senza lasciare un “ciao”, finisce che non sai più dove cercare il passato. Finisce che non sai più dove cercarti nel passato. Finisce che inizi a pensare che il passato non sia mai esistito.
E fa male, che mi stanno strappando il cuore dal petto.
E fa schifo, che ho la nausea.
Ma come abbiamo fatto a ridurci così?
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Io sono anche questo

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